incesto
Seduzione Matura: Il Segreto Cap 9
GlamMan
09.06.2026 |
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"«Da stasera, » sussurrò, e il suo alito caldo mi fece tremare, «Andrea non sarà più tuo zio..."
Capitolo 9: Il vuoto glacialePer tre giorni, la casa di pietra sembrò trasformarsi in un mausoleo. Anna, fino a poco prima anima pulsante di ogni lussuria, si era chiusa in un silenzio distaccato, quasi algido. Mi ignorava deliberatamente: non uno sguardo complice, non un tocco rubato, non un riferimento alle notti passate. Mangiavamo in un silenzio tombale, scandito solo dal tintinnio delle posate sulla porcellana, sotto lo sguardo confuso e quasi timoroso di Andrea, che percepiva quel nuovo, inspiegabile umore della moglie come un presagio di sventura. Per me, quel freddo era una tortura. Ero in astinenza, il corpo teso come una corda di violino pronta a spezzarsi, il desiderio trasformato in un’ossessione febbrile che mi impediva di chiudere occhio. Ma, col senno di poi, capii che era esattamente ciò che lei voleva: mi stava svuotando, mi stava consumando per poi riempirmi a suo piacimento.
Al quarto giorno, la maschera cadde. Il tramonto tingeva le pareti del salotto di un rosso sangue, quasi a voler presagire il sacrificio che stava per compiersi. Anna mi chiamò nel suo studio con un cenno imperioso della mano. Non c’era la frenesia dei giorni scorsi; c’era un’atmosfera di calma sofisticata, quasi cerimoniale, in cui il profumo di sandalo e gelsomino si mescolava all'odore acre della cera sciolta.
Anna era seduta sulla sua poltrona in velluto scuro, una visione di suprema eleganza. Indossava una vestaglia di seta color crema che scivolava pigramente lungo le sue forme, lasciando scoperti i piedi nudi appoggiati su un poggiapiedi di cuoio. Osservai, ipnotizzato, le sue dita affusolate muoversi con studiata lentezza mentre sorseggiava il suo vino rosso. I suoi piedi erano piccoli, curati maniacalmente, con le unghie smaltate di un rosso scarlatto che sembrava vibrare alla luce delle candele. Il suo piede destro compì un cerchio lento nell'aria, rivelando la curva perfetta dell'arco plantare, prima di sfiorare sensualmente la caviglia sinistra, in un gioco di pressione e accarezzamento che mi fece mancare il fiato.
«Giovanni,» disse con una voce che era una carezza vellutata. Mi fece cenno di avvicinarmi e di sedermi ai suoi piedi.
Obbedii, inginocchiandomi sul tappeto persiano proprio di fronte a lei. Quando fui lì, Anna fece scivolare il piede nudo sotto il mio mento, forzandomi ad alzare lo sguardo. La pelle era morbida, calda, e profumava di talco e muschio. Con la punta dell'alluce, tracciò lentamente il profilo delle mie labbra, una pressione leggera, carica di un'autorità che non ammetteva repliche.
«Ti ho fatto mancare qualcosa, vero?» continuò, inclinando la testa di lato, gli occhi che brillavano di un fuoco predatore. «La tensione è un ottimo combustibile, ma ora serve la lucidità.»
Si sporse in avanti, e il movimento fece scivolare la seta della vestaglia, offrendomi una vista parziale della sua coscia. Mi accarezzò i capelli con una tenerezza materna che contrastava brutalmente con la crudeltà del mio desiderio. «Andrea ha un bisogno profondo che Marco non ha voluto colmare. Vuole smettere di essere un uomo, vuole essere svuotato, vuole diventare la femmina che è sempre stato nel suo intimo. E tu sarai il suo strumento.»
Il mio cuore perse un battito, martellandomi contro le costole. Sapevo di cosa parlava, eppure sentirlo formulare come un compito mi sconvolse, accendendo nel mio basso ventre un fuoco nuovo. «Non ho mai... non so come...» balbettai, la voce incrinata.
Anna sorrise, un’espressione radiosa e priva di esitazioni. Fece scorrere il suo piede lungo la mia gamba, risalendo lentamente verso l'interno coscia con una lentezza torturante, mentre la sua mano sinistra giocava pigramente con il bordo della coppa di vino. «Io ho già pensato a tutto. Ho preparato oli, candele, la giusta atmosfera e, soprattutto, ho preparato lui. Andrea attende solo di essere 'trasformato'. Non devi temere l'inesperienza; la tua giovinezza e la mia guida basteranno a rendere la sua sottomissione totale. Sarai tu a penetrarlo, a marchiarlo, a cancellare la sua dignità di uomo per sempre. Sarai tu a insegnargli cosa significa essere una donna sotto il tuo comando.»
Ogni sua parola era un ordine che si scolpiva nel mio cervello. Sentivo il suo piede premere con più decisione contro la mia coscia, una pressione che prometteva possesso e dominio. La sua calma era magnetica, un vortice che mi attirava verso il fondo. Accettai con un cenno del capo, inebriato dalla consapevolezza che, attraverso l'umiliazione del mio stesso sangue, avrei finalmente raggiunto il dominio assoluto su quella casa.
Anna si sporse ancora, allungando la gamba fino a farmi poggiare la guancia contro la sua caviglia nuda. La baciai, lasciando che le sue dita di seta mi accarezzassero il viso. «Da stasera,» sussurrò, e il suo alito caldo mi fece tremare, «Andrea non sarà più tuo zio. Sarà la tua serva. E tu sarai il mio uomo prescelto. Adesso, vai a prepararlo per me.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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